Open Cloud Foundation: i player mondiali del Cloud sono chiamati oggi a unire le forze per garantire l’interoperabilità delle proprie soluzioni e combattere il vendor lock-in

Milano, 18 ottobre 2017

Open Cloud Foundation: i player mondiali del Cloud sono chiamati oggi a unire le forze per garantire l’interoperabilità delle proprie soluzioni e combattere il vendor lock-in

Un numero consistente di attori del mercato Cloud ha annunciato l’intenzione di creare la Open Cloud Foundation. Al centro dell’iniziativa la volontà di definire un quadro normativo per garantire la libertà delle scelte commerciali e contrastare ogni possibile vendor lock-in in ambito Cloud.

Il settore del Cloud impone una velocità di innovazione e industrializzazione finora inedita, che contribuisce alla diffusione dei servizi IT in tutti i settori. Presto il modello “as a service” si applicherà a quasi tutte le tipologie di attività: dall’infrastruttura ai servizi, passando per le piattaforme e i livelli funzionali e cognitivi. Molti degli utenti IT tradizionali potranno così utilizzare servizi a forte valore aggiunto sempre più esternalizzati e industrializzati e usufruire allo stesso tempo di maggiore adattabilità e scalabilità.

‘’La chiave per erogare ai clienti il più alto livello possibile in termini di protezione dei dati, sicurezza e soddisfazione, è la condivisione di normative e standard che possono essere applicati, utilizzati e compresi da tutti. Continueremo a lavorare sull’apertura dell’ecosistema cloud affinché vengano abbattute le barriere tecnologiche e burocratiche”. - Stefano Cecconi – CEO di Aruba S.p.A.

Buona parte di dati, algoritmi, servizi e infrastrutture di queste aziende sono o saranno ospitati presso i Cloud provider, aprendo così il dibattito sulla proprietà, controllo, segreto industriale e vantaggi competitivi (algoritmi). Questi aspetti sono determinanti per prevenire l’inevitabile “effetto silo”. Parallelamente, si assiste al consolidamento dei Cloud provider e all’emergere di grandi gruppi con il potere di creare norme de facto che limitano la fluidità del mercato e la semplicità di utilizzo. Tuttavia, i consumatori devono essere in grado di elaborare le proprie strategie combinando le soluzioni offerte dai vari provider e integrando i diversi servizi a quelli già implementati internamente nelle proprie strutture.

Per garantire la crescita continua delle imprese è fondamentale che il Cloud resti aperto. Permettere ai clienti di cambiare provider e offrire loro accesso alle funzionalità dei modelli Cloud (IaaS/PaaS/SaaS e livelli cognitivi), significa consentire anche agli attori emergenti di dare impulso all’innovazione, alla stregua dei grandi gruppi già affermati. Un Cloud aperto è vantaggioso per tutti.

La regolamentazione può rappresentare una risposta a queste domande, ma la sua distanza da questo settore, la lentezza delle procedure e il rischio di una legislazione inappropriata e persino contraddittoria su scala mondiale sono troppo elevati.

In un contesto basato per quanto possibile sulle norme già esistenti e che potrebbe evolvere più rapidamente della tecnologia stessa, è di cruciale importanza che il settore del Cloud e i suoi principali attori collaborino alla redazione di direttive che permettano una gestione pratica della problematica. Il gruppo di lavoro dovrà infatti identificare le norme mancanti e lavorare per colmare le lacune. Queste direttive saranno applicate a livello globale e a loro volta dovranno adattarsi alla legislazione locale come la “portabilità dei dati” nel regolamento sulla libera circolazione dei dati recentemente proposto dalla Commissione europea.

La Open Cloud Foundation ha annunciato oggi la volontà di fornire un quadro che garantisca l’apertura del Cloud a seguito di una tavola rotonda che riunisce provider, clienti, organismi di ricerca e regolamentazione. A questo scopo verrà creato un osservatorio delle pratiche settoriali e tutti i mezzi disponibili saranno utilizzati per aiutare gli attori Cloud a impegnarsi in questa direzione tramite un approccio collaborativo. Ciascun membro dovrà sostenere gli obiettivi generali della Open Cloud Foundation e prendere parte ad almeno uno dei gruppi di lavoro. La Open Cloud Foundation dovrebbe essere registrata ufficialmente e iniziare a operare nel primo trimestre 2018.

Il primo incontro preparatorio si terrà a Parigi a dicembre 2017. Chi non potrà presenziare avrà la possibilità di partecipare da remoto.

L’annuncio di oggi è una chiamata rivolta agli attori che vogliono unirsi ai player che hanno già manifestato il proprio interesse all’iniziativa: Acronis, Aruba, Auchan Retail, BCG, CISPE, CITC EuraRFID, GoDaddy, ICT4V, Ikoula, INRIA, ISPConnect, i2Coalition, Kamet (Axa), La Poste Colissimo, Linkbynet, NetApp, OpenStack Foundation, Ormuco, OVH, Plesk, SolidHost, Sourcia, UKCloud.

Dichiarazioni dei rappresentanti delle organizzazioni

“Per OVH l’apertura è un principio fondamentale posto al centro di tutti i prodotti e soluzioni offerte. Crediamo fermamente nella capacità della Open Cloud Foundation di rafforzare l’innovazione nel mercato del Cloud e la libertà dei nostri clienti” (Laurent Allard, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di OVH).

“Intel favorisce questa iniziativa che intende preservare il carattere interoperativo del Cloud e fornire agli utenti informazioni chiare relativamente alle normative sulla protezione dei dati. Grazie all’impegno della Open Cloud Foundation verso l’apertura delle norme, le aziende e i consumatori potranno sfruttare il potenziale del multi-Cloud, che sarà all’altezza delle esigenze dei clienti in materia di carico di lavoro, mentre gli attori dell’ecosistema potranno apportare sempre più innovazioni stimolando così il settore e portandolo verso una crescita certa” (Raejeanne Skillern, Vicepresidente del Gruppo Datacenter di Intel e Direttore Generale dell’area di Attività dei Provider di Servizi Cloud).

“Mantenere il controllo dei dati è una preoccupazione legittima di tutti gli utenti Cloud. Acronis risponde a questa problematica con la sua architettura di Cloud ibrido unico, che permette agli utenti di decidere dove ospitare i propri dati e facilita la migrazione verso e dal Cloud. Sosteniamo l’iniziativa della Open Cloud Foundation, in perfetta sintonia con la filosofia della nostra azienda di fornire ai nostri partner e clienti una totale flessibilità nella gestione dei dati” (John Zanni, Presidente di Acronis).

 

“La velocità di trasformazione delle aziende procede a un ritmo incredibilmente elevato. Il Cloud è un catalizzatore potente di questa trasformazione e dell’evoluzione del settore informatico. Ma affinché questo continui a essere vero, il Cloud deve restare aperto, affidabile, sicuro e reversibile” (Benoit Fremaux, Corporate CIO di Auchan Retail).

“In BCG siamo convinti che il Cloud sia la strada da seguire” (Norbert Faure, Direttore esecutivo di The Boston Consulting Group).

“CISPE ha già iniziato a lavorare sulle modalità che permetteranno di cambiare Cloud provider a livello infrastrutturale. Rafforzare questo approccio applicandolo anche agli altri livelli permetterà di assicurare una crescita a lungo termine e instaurare un clima di fiducia nel mercato Cloud. Restiamo vigili anche in materia di sicurezza e di protezione dei dati” (Alban Schmutz, Presidente del CISPE, Cloud Infrastructure Services Providers in Europe).

“Grazie alla Open Cloud Foundation, il nostro ecosistema adotterà per la prima volta un approccio globale in materia di apertura, sia per noi sia per i nostri clienti” (Patrick Pulvermüller, Vicepresidente di GoDaddy EMEA).

“Se il mercato Cloud non è in grado di garantire proprietà come la reversibilità, la portabilità, l'interoperabilità e la possibilità per gli utenti di fare scelte in termini di localizzazione e protezione dei dati, l'enorme potenziale di creazione di valore offerto dai paradigmi come Cloud, Smart Data e Internet of Things vedrà la luce solo parzialmente” (Daniel Kofman, Prof. Dr. Ing. e CEO di ICT4V).

“Ci impegniamo a garantire ai nostri clienti la reversibilità e l'interoperabilità. Ci aspettiamo che la Open Cloud Foundation contribuisca ad arricchire l’ecosistema Cloud” (Jules-Henri Gavetti, CEO di Ikoula).

“ISPConnect lavorava già a questi progetti e in questa direzione nei Paesi Bassi. Crediamo che la costruzione di una rete mondiale che includa fornitori, responsabili dei sistemi e altri soggetti interessati costituisca un approccio adeguato per la risoluzione delle problematiche di apertura del Cloud in futuro” (Simon Besteman, CEO di ISPConnect).

“È da diversi anni che i ricercatori di INRIA lavorano al miglioramento delle infrastrutture condivise su larga scala e sostengono l’evoluzione del Cloud computing. Partecipare a questa iniziativa internazionale promossa dagli attori del settore in risposta alle esigenze degli utenti Cloud costituisce un’eccellente opportunità per la diffusione delle nostre ricerche” (Antoine Petit, CEO di INRIA).

“Gli attori del Cloud devono lavorare su un terreno comune a livello internazionale. La Open Cloud Foundation aiuterà i provider Cloud a evitare qualsiasi rischio regolamentare nella propria attività” (David Snead, Presidente del Policy Working Group di i2coalition).

“NetApp ha sempre sostenuto un approccio aperto, l’essenza stessa della nostra strategia di Data Fabric. Investiamo quotidianamente nell’adozione massiva delle tecnologie orientate all’apertura del Cloud. È quindi in modo del tutto naturale che ci uniamo e partecipiamo alla Open Cloud Foundation con i nostri principali partner” (Marc Montiel, Vicepresidente Europa meridionale presso NetApp).

“Gli standard aperti stimolano l’innovazione, l'interoperabilità e l’integrazione. Sono fondamentali per la missione del progetto OpenStack e la collaborazione tra Community è la chiave per farne una realtà presso gli utenti. Siamo impazienti di collaborare con la Open Cloud Foundation per la progettazione e lo sviluppo del suo programma di lavoro per l’anno prossimo” (Mark Collier, COO della Fondazione OpenStack).

“In Ormuco crediamo nel codice e negli standard aperti, che permettono di rafforzare l’interoperabilità e creare valore per i nostri clienti. Gli utenti devono poter migrare i carichi di lavoro verso le infrastrutture e le localizzazioni più adatte alle proprie esigenze professionali. La nostra partecipazione alla Open Cloud Foundation è per noi un altro modo di apportare il nostro contributo al dibattito sull’interoperabilità” (Orlando Bayter, Presidente di Ormuco).

“In SolidHost abbiamo un motto: se dobbiamo trattenere con la forza i nostri clienti, siamo del tutto fuori strada. La nostra visione a lungo termine è solida e vogliamo mantenere i nostri clienti. Ci sforziamo di riuscirci grazie al nostro valore aggiunto e non ostacolando la loro dipartita. Se tutti i provider Cloud adottassero questo modello, stimolerebbero e favorirebbero in modo del tutto naturale la qualità di tutto l’ecosistema online” (André van Vliet, CEO di SolidHost).

“Disporre di un Cloud aperto sarà fondamentale per la salute a lungo termine dell’economia dell’Unione Europea e del Regno Unito e stimolerà l’innovazione, la concorrenza e la crescita” (Nicky Stewart, Direttore Commerciale di UKCloud).

Sito Web: open-cloud-foundation.org

Twitter: @OpenCloudFdn

Contatto stampa OVH:
Pina Caccamo
eMail: pina.caccamo@ovh.it
Mobile: 348.1428004

Chi siamo:

OVH è un provider mondiale del Cloud hyperscale che offre alle aziende valori e performance nel settore di riferimento. Fondato nel 1999, il Gruppo gestisce attualmente 27 datacenter situati in 12 siti in 4 continenti, implementa la propria rete mondiale in fibra ottica e gestisce l’intera catena dell’hosting. Grazie a infrastrutture di proprietà esclusiva, OVH offre strumenti e soluzioni semplici e potenti, in grado di rivoluzionare le condizioni di lavoro di oltre 1 milione di clienti in tutto il mondo. Il rispetto per l'individuo e la libertà di accesso alle nuove tecnologie sono da sempre i valori principali del Gruppo. Per OVH, "Innovation is Freedom".