Revisione dei datacenter 2019, step 3: Beauharnois, Canada, America del Nord

Il controllo annuale delle nostre infrastrutture prosegue oltreoceano con i datacenter canadesi di Beauharnois.

Cittadina di 13.000 abitanti a 40 km da Montréal, Beauharnois deve il suo nome a un marchese, governatore del Canada, che nel 1729 ottenne una concessione feudale per ordine di Luigi XV. È proprio qui che nel 2012, quasi tre secoli più tardi, OVH ha deciso di costruire il suo primo datacenter fuori dal territorio francese. Quale modo migliore per partire alla conquista del mercato nordamericano, se non scegliere una città il cui nome significa “bella provincia”?

Una parte del team di BHS

Sei anni dopo, il successo sperato è ormai realtà:  la sede conta 82 collaboratori e ospita oltre 50.000 server, oltre che un’unità di produzione di server che fornisce l’hardware anche alle strutture americane di Hillsboro (Oregon) e Vint Hill (Virginia).

Come per qualsiasi decisione, anche per la scelta della localizzazione del datacenter OVH ha dovuto valutare diversi fattori, tra cui:

  • il potenziale edificabile del terreno, per consentire la crescita dell’attività;
  • la prossimità a una rete elettrica ad alta tensione solida e sufficientemente grande;
  • la vicinanza di punti di presenza, per assicurare il trasporto dei dati da e verso gli utenti.

Considerando questi 3 criteri, il sito di Beauharnois è la soluzione ideale. In primo luogo, è costituito da grandi capannoni industriali in mattoni con una superficie edificata di 26.000 m² su un terreno di 6 ettari. Inoltre, sorge molto vicino alla centrale idroelettrica fluviale di Beauharnois, fra le più potenti al mondo. Questo edificio faraonico di ispirazione Art déco si estende per oltre 900 m di lunghezza e vanta una cascata di 24 metri. Costruito sul fiume Saint-Laurent tra gli anni 1930-1960, in seguito alla sua recente ristrutturazione sviluppa una potenza continua di 2 Gigawatt.

Sottostazione elettrica di Hydro-Québec

Infine, Beauharnois è situata in prossimità dei PoP (Point of Presence) di Newark, Ashburn e Chicago, importanti punti di scambio dei dati tra operatori internazionali.

OVH è molto attenta alla protezione dei dati dei propri clienti e vanta una posizione unica rispetto agli altri principali provider Cloud americani e cinesi. Secondo questa logica, la presenza di OVH a BHS permette di offrire servizi Cloud in Nordamerica senza sottostare ai vincoli del Freedom Act/Patriot Act.

A posteriori la scelta sembra ovvia, ma all’epoca ci è sicuramente voluta una buona dose di creatività, ingegnosità e audacia per decidere di convertire una vecchia fonderia di alluminio in un datacenter ultra moderno.

Avendo iniziato la carriera nell’ingegneria metallurgica, questo rinnovamento mi è sembrato ancora più impressionante. I capannoni che ispezionavo 20 anni fa e i cui forni, vasche, laminatoi o presse trasformavano i materiali giorno e notte, adesso sono popolati da container ben allineati in cui server di ultima generazione elaborano dati senza sosta.

Container allineati nella nuova sala

Al di là del grande cambiamento dell’industria nell’era post-moderna, con il passaggio dalla materia ai dati, vedo anche il segno di uno spirito di sviluppo sostenibile. Quante aree industriali dismesse, relitti di un’industria pesante delocalizzata, vengono lasciate all’abbandono? Il sito di Beauharnois è stato risanato, OVH lo ha rinnovato al ritmo della sua urbanizzazione interna concedendogli così una seconda vita. L’energia fornita da Hydro-Québec, che trova la propria fonte nel movimento delle 36 turbine che compongono la diga, è completamente rinnovabile. Un ottimo esempio di sviluppo economico nel totale rispetto dell’ambiente.

Con la scelta di Beauharnois, OVH è diventata un pioniere: oggi la città riceve numerose richieste da parte delle imprese della nuova economia - in particolare del settore della criptovaluta -, che hanno ben compreso l’alto potenziale di questa regione.

Il prossimo anno, il datacenter manterrà la propria velocità di crociera con l’inizio dei lavori di costruzione di una nuova struttura, la quarta delle otto che conterà il sito. La capacità elettrica verrà inoltre aumentata grazie all’installazione di una nuova unità da 2MW e si procederà all’implementazione della nuova tecnologia di raffreddamento sviluppata e già in uso in Francia.

Gregory Lebourg, Global Infrastructure Director