Le migrazioni della vRack o le nuove sfide dell’infrastruttura

La tecnologia vRack è nata in OVH nel 2009 con l’obiettivo di interconnettere i server in maniera totalmente privata, per garantirne la ridondanza in più datacenter. In quasi 10 anni la vRack si è sviluppata notevolmente per adattarsi alle trasformazioni tecnologiche e alle nuove esigenze dei clienti. Oggi stiamo per realizzare la versione 3.0. Diamo un’occhiata a questa nuova migrazione con Stéphanie Logerot, Program Director, e Sébastien Séjourné, Run Director.

Picture of Sebastien Sejourne and Stephanie Logerot
Sébastien Séjourné e Stéphanie Logerot

La vRack è diventata una soluzione fondamentale per tutti coloro che costruiscono infrastrutture ibride, una tendenza che cresce sempre di più in quanto risponde alle nuove sfide dei servizi IT. Secondo Stéphanie Logerot, “Intelligenza Artificiale, Internet delle cose, Big Data... La vRack deve essere all’altezza delle sfide del futuro. È per questo motivo che OVH ha deciso di stare al passo creando la versione 3.0”.

Passare da una versione ad un’altra potrebbe sembrare un’operazione banale: i team di OVH sono abituati a gestire l’evoluzione dei servizi digitali, di passare da una versione a un’altra. Questo servizio ha avuto diversi upgrade in passato. “Ma questo è senza dubbio il più importante. Sia sul piano puramente tecnologico sia su quello organizzativo, poiché ci auguriamo che l’installazione di questa nuova versione avvenga nella maniera più trasparente possibile per i nostri clienti e che tutti gli utenti delle versioni precedenti possano usufruirne”, aggiunge Sébastien.

I molteplici parametri da prendere in considerazione durante questa operazione permettono infatti di comprenderne la portata e la complessità logistica.

In questo caso si tratta di una questione di cambiamento profondo dell’architettura. La versione 3.0 rappresenta un cambiamento tecnologico importante con il passaggio a una infrastruttura distribuita per apportare maggior scalabilità e resilienza. L’evoluzione tecnologica deve essere comune a tutto l’insieme dei 28 datacenter di OVH dislocati nel mondo, poiché la vRack permette di interconnettere i servizi ripartiti nei diversi siti. La vRack rappresenta lo sviluppo di un servizio di rete, che implica una migrazione da effettuare nel più breve tempo possibile evitando ogni tipo di incidente.

Non si tratta semplicemente di passare da un’infrastruttura A a un’infrastruttura B: questa migrazione comporta una vasta serie di servizi, come i server dedicati, i servizi Private Cloud (vSphere), il routing con Dedicated Connect e i Load Balancer. Ogni servizio, ogni singolo processo deve essere preso in considerazione in maniera specifica, poiché tutto necessita di un nuovo design. Non dobbiamo dimenticare che questa nuova architettura si affida ad attrezzature che possiedono un proprio ciclo di vita.

A tutto ciò bisogna aggiungere la varietà delle versioni ancora utilizzate e i clienti, alcuni dei quali possiedono delle infrastrutture uniche. Infine, per lo sviluppo della vRack, sono stati individuati e definiti almeno otto diversi casi di migrazione tecnica.

Un’operazione di tale portata è pianificata con largo anticipo. La migrazione verso vRack 3.0 è stata avviata l’anno scorso con i server dedicati. E da gennaio 2018, una quindicina di collaboratori OVH stanno lavorando all’elaborazione di un processo efficace e trasparente per i clienti. Il processo è costituito da diversi elementi chiave: riflessione, condivisione, sviluppo logico, ridistribuzione delle capacità di velocità di trasmissione dei dati, ridondanza per migliorare la tolleranza ai guasti, ma anche l’organizzazione.

All’inizio di aprile, il 30% dei workstreams potevano essere stati realizzati. Entro la fine dell’estate, numerosi clienti dovrebbero usufruire della nuova vRack. Per garantire la trasparenza del processo è attiva una comunicazione costante sugli sviluppi di questa migrazione e un aggiornamento regolare delle informazioni sul sito. permettendo ai clienti di seguire lo stato del processo delle varie migrazioni. Per saperne di più, clicca su questo link: http://travaux.ovh.net/?do=details&id=32595.

Oggi i grandi provider di infrastrutture digitali, gli hyperscalers storici, cominciano ad essere messi a confronto con la gestione dell’obsolescenza su scala industriale. Queste criticità sono inedite e di una portata senza precedenti. Poiché ancora nessuno possiede una tale esperienza su questo tema, la capacità di dare una risposta è la più grande sfida di tutta la comunità.

* Fonti: https://www.bmc.com/blogs/cloud-growth-trends/: https://www.computerweekly.com/news/252438790/IaaS-emerges-as-fastest-growing-sector-of-the-global-public-cloud-market