Mondiali 2018: gestione dei picchi di carico con Public Cloud

Dopo il calcio d’inizio della Coppa del mondo FIFA 2018, i siti dedicati al mondo del pallone hanno registrato i più grossi picchi di carico. Nicolas Capeyron, colui che ha creato Sysadmin Badass nel 2009. Il suo ruolo sta nell’assicurare l’amministrazione di server orientati al web e organizzare l’architettura delle infrastrutture dei suoi clienti, siti di e-commerce, legati al turismo o editori di software in modalità SaaS. Per il sito web di approfondimento calcistico SoFoot.com, uno dei suoi clienti, ha adottato la soluzione di public cloud OVH.

Nicolas Capeyron: Seguo l’amministrazione di www.sofoot.com, un sito di informazione sul calcio, ospitato da OVH da diversi anni. Il pubblico di utenti del sito è in aumento e, con la finale di Champions League e iMondiali di calcio del Brasile, le nostre esigenze di disporre di una  capacità dell’infrastruttura aumentano. Attualmente ci aggiriamo intorno ai 100/150 000 visitatori singoli al giorno, una cifra che può raddoppiare o addirittura triplicare durante lo svolgimento di eventi speciali come il Campionato mondiale di calcio. Al momento possiamo moltiplicare per 20 il numero di richieste al secondo rispetto alla media, poiché i Live SoFoot e le analisi delle partite sono molto seguiti. Per la nostra attività, la capacità di registrare i picchi di carico si rivela indispensabile.  

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Ha optato per un Public Cloud per far fronte a questi picchi di carico?

N.C.: Fino ad ora, durante i Mondiali o gli Europei, migravamo il sito su un front-end molto più potente, e successivamente effettuavamo le ottimizzazioni. L’operazione era semplice,  costosae presentava  qualche limite: non potevamo garantire che il carico restasse nei parametri tecnici del server... il sito non era né in alta disponibilità né in load balancing e, per mancanza di tempo disponibile prima dei Mondiali, possiamo effettuare solo una minima parte delle trasformazioni tecniche. Per noi è importante disporre di un’infrastruttura molto flessibile  per essere in grado di far fronte ai picchi dovuti a un’intensa navigazione. Ho fatto quindi una cernita delle offerte Cloud disponibili sul mercato e ho scoperto il Public Cloud OVH in occasione dell’evento World Tour di Lione, ho testato il sevizio e mi son detto: «Bingo!»  

Come ha integrato Public Cloud alla sua architettura?

N.C.: Abbiamo costruito l’infrastruttura in maniera da coniugare disponibilità e ottimizzazione dei costi. Il servizio IP load balancing distribuisce le richieste su due server dedicati dotati di HAproxy. Distribuiscono il traffico verso altri tre server dedicati fisici ai quali si aggiungono cinque VM Public Cloud di diversa rilevanza. Sommiamo così la disponibilità degli IP load balancing e della rete OVH alla potenza di configurazione di HAproxy per indirizzare l’insieme dei front-end di cui disponiamo in OVH. In questo modo siamo capaci di servire molto velocemente l’insieme dei 60 Giga di dati statici del sito.  

Il Public Cloud risponde quindi alle esigenze di SoFoot?

N.C.: Sì, siamo molto soddisfatti. Le performance di rete e di storage sono sorprendenti, un elemento essenziale per SoFoot. Ciascuno dei nostri server front-end può ormai reggere il funzionamento del sito e una copia dell’insieme dei dati statici. Il tutto ovviamente assorbendo anche il carico extra. Inoltre la scelta di uno standard come OpenStack mi permette di utilizzare  DevOps classica come ad esempio Vagrant o Puppet. In tal modo riusciamo a  coniugare performance eccellenti, una soluzione cloud innovativa e un rapporto qualità/prezzo senza precedenti. Se ci fossimo rivolti ad altri provider, avremmo ottenuto una soluzione molto più costosa o che ci avrebbe costretto a rivedere la quasi totalità del funzionamento del sito.