Qual è il segreto per creare i giganti europei della tecnologia?

Fin dalla sua nascita, OVH deve continuamente affrontare nuove sfide. Quella principale riguarda la gestione dei 12 mesi successivi. La nostra missione consiste nell’essere disruptive nel Cloud per consentire ai nostri clienti di realizzare la trasformazione digitale del proprio business. Le diverse tipologie di dati e il loro volume ci spingono a innovare servizi e soluzioni affinché i nostri clienti possano trarne vantaggio, il più rapidamente possibile e al miglior prezzo, ma soprattutto senza data loss. Fiducia e innovazione sono i due elementi cardine del nostro lavoro.

 

Tutto ciò che proponiamo, tutti i prodotti e tutte le soluzioni devono diventare digitali. Tutte le operazioni che consentono di consegnare il prodotto sono completamente automatizzate: si eseguono soltanto con l’aiuto di un software senza alcun intervento da parte dei nostri team. In OVH, tutto  si realizza grazie al codice. Sviluppiamo migliaia di righe di codice ogni settimana per gestire le infrastrutture e le piattaforme. Il cliente, attraverso le API, utilizza i nostri prodotti senza un intervento manuale da parte nostra. Nei nostri datacenter è tutto disponibile e pronto all'uso. Con una semplice attivazione delle API, il cliente può utilizzare i prodotti dopo pochi secondi.

 

I nostri team sono sempre impegnati nello sviluppo di nuove funzionalità e nuovi prodotti, ma anche nella risoluzione di problemi tecnici, nel guidare i clienti alla scelta del prodotto più adeguato alle loro esigenze, aiutarli nell’utilizzo, e individuare un partner che li possa supportare nella gestione. Per favorire questo livello di crescita, in OVH costruiamo i nostri datacenter e oggi ne abbiamo ben 28 in 12 Paesi. La nostra supply chain in Europa e America del Nord assembla 70.000 server all’anno. La nostra rete mondiale in fibra ottica interconnette tutti i nostri datacenter. Per poter fare tutto ciò investiamo oltre un milione di euro al giorno in infrastrutture e decine di migliaia di ore di lavoro al mese nel codice che gestisce tutte queste infrastrutture. Il cliente dispone di tutti i servizi a pagamento su richiesta, il cosidetto pay-as-you-go, con un abbonamento che varia da un’ora a tre anni.

 

Ogni anno, io e i miei team ci poniamo le stesse domande. Come far evolvere il modello operativo e il modello di gestione in un’impresa in forte crescita conservando il DNA che ci ha portato al successo? Come fare tutto ciò a partire dall’Europa mantenendo la nostra cultura e i nostri valori europei? Come selezionare i migliori profili sul mercato e accoglierli a far parte di OVH, un’azienda diversa da tutte le altre, permettendo loro di arricchire il DNA dell’azienda con le loro competenze? Come mantenere la nostra cultura e migliorarla ogni giorno in base ai feedback dei nostri clienti e dei nostri collaboratori? Come mantenere la grandissima rapidità di decisione e agilità di esecuzione per proporre i nostri prodotti ancor prima che i clienti ne abbiano bisogno? Come diventare a nostra volta un gigante della tecnologia e resistere di fronte ai nostri competitor americani e cinesi?

 

Grazie a un confronto diretto che ho avuto la possibilità di avere con molti personaggi influenti in Europa, mi sono reso conto che, in effetti, il modello europeo di creazione dei giganti della tecnologia non è stato ancora ideato. Quello della Silicon Valley funziona molto bene visto il numero di giganti che ha generato. Anche il modello cinese comincia ad emergere. Ma, il modello europeo rimane ancora sconosciuto.

 

OVH è un’azienda francese creata nel 1999 senza alcun capitale di base, in una città dal contesto sociale ed economico difficile: Roubaix. Eppure oggi abbiamo come competitor alcune tra le più grandi aziende al mondo: Amazon, Microsoft, Google, IBM, Alibaba, Tencent. Nel Cloud, OVH è l’unica azienda europea attualmente in grado di competere sulla scena internazionale con tutti questi giganti. Certo, OVH è più piccola, ma non mi sento poi così solo in questa battaglia. Prima o poi, tutte le aziende del mondo, senza nessuna eccezione, li avranno come competitor. È solo una questione di tempo. Gli interrogativi che mi pongo ogni giorno sono quelli di tutti. Ad oggi non abbiamo ancora risposte, anche se sappiamo già che, prima o poi, tutti saremo in cerca di questa “famosa” ricetta.

 

Penso che il segreto per creare un gigante della tecnologia sia lo stesso, indipendentemente dalla mission. Esistono già molte aziende in Europa con un valore che supera il miliardo di euro: gli unicorni. OVH è uno di loro. Tutto ciò è fantastico! Ma io sarò consapevole di essere diventato un gigante della tecnologia quando sarà la Borsa europea a confermare questo livello di valorizzazione. È proprio di questa categoria di aziende di cui abbiamo bisogno in Europa per continuare a diffondere i nostri ideali in giro per il mondo. L’Europa non potrà essere presa sul serio nella rivoluzione digitale se non dimostrerà di avere campioni in questa categoria di business. L’Europa ha bisogno di esempi reali che le permetteranno di costituire un’alternativa ai sistemi americani e cinesi.

 

Non so se il percorso di crescita di OVH ci farà passare dalla “sezione” Borsa un giorno. E, se così fosse, non so se questa “sezione” sarà europea o americana. Non so se la mia storia personale potrà ispirare altri imprenditori che avranno idee nuove o forse, leggendomi, troveranno semplicemente soluzioni ai problemi che devono affrontare quotidianamente. Non so se la storia di OVH possa ispirare i politici affinché creino le condizioni per favorire lo sviluppo imprenditoriale in ogni Paese europeo e far in modo che questi imprenditori riescano a creare dei giganti. Non ho tutte queste risposte. Ma so per certo che se non ci proviamo, non possiamo avere successo. Nella mia vita di imprenditore, ho fatto tanti errori e ho vissuto molti di fallimenti. Ho avuto anche dei successi. Oggi, oltre a gestire OVH, voglio aiutare quelli che hanno voglia di creare innovazione in Europa. È dialogando, provando, lavorando, utilizzando l’ecosistema che, grazie anche a un po’ di fortuna, riusciremo insieme a far emergere il modello europeo per creare dei giganti della tecnologia. L’Europa deve rafforzarsi nel digitale e questo passa attraverso un ecosistema europeo che può vivere autonomamente di fronte alle aziende americane e cinesi.

 

Per condividere queste riflessioni e la mia esperienza, ho voluto scrivere una serie di articoli per il blog e vorrei ricordare quelli pubblicati negli ultimi 18 mesi, particolarmente appassionanti e ricchi di eventi. Tra la fine del 2016 e la metà del 2018, OVH è passata da 1300 a 2500 dipendenti. Una crescita notevole. In questo periodo ho formato il nuovo comitato esecutivo di OVH, migliorato il modello operativo e il relativo modello di gestione, per proseguire nel percorso di crescita. Mi piacerebbe condividere con voi lo stato d’animo nel quale mi trovavo quando ho preso la decisione, insieme alla mia famiglia ai miei team operativi, di far entrare in azienda i fondi di investimento, KKR e TowerBrook, nell’ottobre 2016. La cosa più difficile è sicuramente condividere i fallimenti. Ne ho avuti tanti, e imparo ancora ogni anno. Sono convinto che la condivisione possa aiutare altri a non commettere gli stessi errori. Ritornerò sui nostri successi che rappresentano la soddisfazione dei nostri clienti e il nostro orgoglio. Tuttavia, quando si è alla guida di un’azienda, la cosa più importante non sono i successi o i fallimenti. Sono semplicemente la conseguenza di una realizzazione che abbraccia una visione: questo sogno che perseguiamo e che condividiamo con i team e i clienti. Tanto più chiara è questa visione, tanto più efficace è la realizzazione. Gestire un’azienda significa anche saper raccontare una storia.

 

Il fatto che io scriva su un blog è una bella cosa, ma non basta. Penso che manchi un ecosistema per gli imprenditori, un ecosistema di consulenza, per aiutarli a far crescere il loro volume d’affari da 20 milioni a 1 miliardo di euro in meno di 20 anni. Esistono poche società in Europa che l’hanno fatto di recente, nel digitale, mantenendo un’identità europea. È proprio questa categoria di aziende che desidero aiutare. Non si tratta di investire, ma di passare del tempo ad ascoltarle e a fornire suggerimenti. In ogni momento dell’evoluzione di OVH, avrei voluto ricevere consigli, anche quando gestivo un’azienda che realizzava un volume d’affari di 20 milioni di euro all’anno. Oggi, con un fatturato superiore ai 500 milioni di euro all’anno, cerco sempre consigli per superare le sfide che si presentano evitando di commettere errori. Sono sicuro che esista un modello europeo per passare da 20 milioni a 1 miliardo di euro, così come ne esiste uno americano. Metterlo in evidenza aiuterebbe molti imprenditori europei ad avere successo. Tutto qui...