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19/12/2016
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Articolo scritto da Hugo Bonnaffé


Il primo dei 3 datacenter di OVH in Germania sorgerà vicino a Francoforte


Il 21° datacenter del Gruppo sarà situato a Limburg, a meno di un millisecondo da Francoforte, dove OVH ha acquistato un edificio con una capacità di 45.000 server nelle immediate vicinanze di un importante nodo della rete elettrica tedesca. Primo di tre datacenter che il leader europeo del Cloud ha in programma di costruire in Germania, il sito di Limburg connetterà i clienti della zona D-A-CH (Germania, Austria e Svizzera) ai principali punti di scambio Internet dell’Europa Centrale e Orientale. L’apertura del sito è prevista nel mese di aprile.





10 anni dopo la costituzione della sede tedesca di OVH di Sarrebruck, l’azienda ha deciso di accelerare lo sviluppo in questo mercato strategico costruendo il suo primo datacenter in territorio tedesco, FRA1, che sarà il 21° del Gruppo OVH. Per uno strano scherzo del destino, l’edificio che lo ospiterà, situato a solo un’ora di strada dalla città natale di Johannes Gutenberg, è stato la sede di una vecchia tipografia che ha segnato una rivoluzione per l’epoca e che ora lascia il passo a un’ulteriore innovazione in campo digitale.



Limburg, la città delle due fortezze


Situata nella regione della Hesse, Limburg è una ridente cittadina di 33.000 abitanti, con una magnifica cattedrale e un castello dell’epoca merovingia. Il datacenter OVH già in fase di costruzione rappresenta, in senso figurato, una seconda fortezza. L’acquisto dell’edificio che si sviluppa su una superficie di 4.000 m2 è stato completato a metà novembre. Il primo ping è programmato a marzo e l’inizio dell’attività ad aprile con le prime offerte Discovery, mentre la produzione inizierà a giugno.

Le opere di demolizione e di ingegneria civile sono già iniziate con lo scavo di trincee con due distinti percorsi in fibra ottica che collegano il datacenter di Limburg al PoP di Francoforte, uno dei più importanti della backbone di OVH. Grazie alla rete mondiale con capacità totale di 7,5 Tbps che la società ha implementato in tutto il mondo, gli utenti saranno connessi, direttamente da Francoforte su percorsi ridondati, ai principali punti di scambio Internet dell’Europa Centrale e Orientale: Francoforte > Bruxelles > Amsterdam > Londra; Francoforte > Strasburgo > Parigi > Roubaix e ancora Francoforte > Zurigo > Milano o Francoforte > Praga.

Seguiranno i lavori per mettere in sicurezza l’area limitrofa del sito, installare i materiali elettrici e allestire le sale che accoglieranno i dispositivi di rete e i primi server. La fornitura elettrica è facilitata dalla presenza di un’importante sottostazione elettrica a poche decine di metri dall’edificio. La continuità della fornitura sarà assicurata da generatori elettrici in grado di sostituire la fonte principale in caso di interruzione elettrica, mentre gli invertitori assicureranno la transizione tra le due fonti di approvvigionamento elettrico. La tecnologia del watercooling (raffreddamento a liquido dei server), messa a punto da OVH e utilizzata all’interno di tutti i datacenter, garantirà il funzionamento del sito senza sistemi di climatizzazione che consumano molta energia.

La decisione di recuperare un vecchio stabilimento industriale e non di utilizzare un datacenter esistente consente a OVH di replicare il modello che ha decretato il suo successo in tutta Europa: il controllo totale della catena di hosting, dell’assemblaggio completo dei server e della progettazione dei propri datacenter. Con la scelta di Limburg, situata alle porte di Francoforte dove si concentrano la maggior parte dei datacenter concorrenti, OVH si colloca al di fuori del fault domain dei principali provider locali.



La Germania: un mercato strategico


Prima potenza economica dell’Unione Europea e quarta a livello mondiale dopo Stati Uniti, Cina e Giappone, la Germania primeggia nel settore industriale, ma non è da meno nell’IT. Aziende e amministrazioni sono inserite nel mondo Cloud e l’ecosistema delle startup è dinamico: molte di loro sono già sostenute da OVH grazie al programma di accompagnamento delle giovani imprese innovative, il Digital Launch Pad. Se Berlino — e la sua Silicon Allee — è la culla dell’innovazione, non bisogna dimenticare che molte startup sono presenti anche ad Hannover, Monaco, Amburgo e Colonia. Un dinamismo che la coppia franco-tedesca spera di rafforzare grazie a un fondo da un miliardo di euro, che dovrebbe favorire l’affermazione delle piccole imprese europee rendendole in grado di competere con i GAFA e, più globalmente, contribuire a movimentare l’Europa digitale e l’industria 4.0 (l’"industria intelligente").

La presenza di un datacenter a Limburg consentirà inoltre ai clienti di sviluppare la propria attività sul territorio tedesco, avvicinandosi agli utenti della zona D-A-CH (Germania, Austria e Svizzera) e attirando l’attenzione anche di altre aziende presenti in questa area geografica, come Villeroy & Boch, molto interessate alla sicurezza dei propri dati. Ne è una prova la collaborazione dell’ANSSI (Agence Nationale de la Sécurité des Systèmes d’Information) e del BSI, il suo omologo tedesco, per la creazione del label comune European Secure Cloud. Nato dall’unione del label francese Secure Cloud (o SecNumCloud) e di quello tedesco C5, il label comune era la prima misura auspicata da OVH nel 2014 nel quadro del Piano Cloud per la Nuova Francia Industriale.
OVH ha lavorato al fianco dei provider tedeschi all’interno del CISPE (l’associazione dei "Provider di Infrastrutture Cloud in Europa") per la definizione di un codice di condotta relativo alla protezione dei dati. Il codice è stato presentato da Alban Schmutz (SVP Business Dev & Public Affairs di OVH) all’amministrazione tedesca che lo considera un’importante iniziativa in grado di costruire il mercato unico digitale (DSM) europeo in "bottom-up", attraverso la concentrazione di esponenti del settore. Rafforzando da un lato la sicurezza delle infrastrutture e dall’altro la protezione dei dati, queste due iniziative complementari hanno l’obiettivo di aumentare il livello di fiducia e di sicurezza nei confronti dei soggetti che trattano i dati in territorio europeo, in un contesto in cui OVH è l’unico fornitore Cloud a livello mondiale non americano e quindi non vincolato al Patriot Act.



Uno sviluppo conforme alla Roadmap


Dopo aver annunciato, lo scorso ottobre, l’apertura di tre nuovi datacenter in Australia, Singapore e Polonia, OVH continua a investire in Europa e negli Stati Uniti, dove la città di Vint Hill in Virginia è stata scelta per accogliere sulla costa orientale un datacenter e la sede di OVH US, che sarà un’entità completamente indipendente dal resto del Gruppo.
Per finanziare il progetto di espansione in tutto il mondo, nel 2016 il leader europeo del Cloud ha aumentato il suo capitale di 250 milioni di euro grazie alla partnership siglata con le società di investimento KKR e TowerBrook. OVH, inoltre, ha annunciato un piano di investimento pari a 1,5 miliardi di euro in 5 anni, sufficiente per finanziare la costruzione di altri datacenter da qui alla fine del 2017 negli Stati Uniti, Germania, Italia, Spagna, Inghilterra e Paesi Bassi.