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27/09/2016
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Articolo scritto da Hugo Bonnaffé


Con Intesens, l’IoT francese è sul binario giusto!


Con sede vicino a Tolosa, nel cuore dell’IoT Valley, la startup Intesens è stata selezionata da SNCF per la diffusione su larga scala di sensori connessi sui dispositivi ferroviari. Nel settore dell’energia, Intesens collabora con RTE e Enedis (ex-ERDF) per il monitoraggio delle reti elettriche. Il segreto di questa piccola squadra? Grazie al suo background nella manutenzione industriale, conosce alla perfezione le necessità degli amministratori di infrastrutture e il grande potenziale delle reti a bassa latenza come Sigfox. [Startup supportata dal Digital Launch Pad di OVH]





Dal collaudo nella stazione di Tolosa all'implementazione sull'intera rete ferroviaria francese


Da sempre per la manutenzione di una rete ferroviaria sono necessarie verifiche sul campo. Gli operatori, in particolare, devono controllare lo stato delle catenarie per evitarne la rottura (se ne verificano circa 400 ogni anno): un lavoro complesso a causa dell'estensione dell'infrastruttura – circa 30.000 chilometri di linea per la rete francese, di cui la metà elettrificata – e pericoloso, che vale agli addetti che operano a queste grandi altezze l'appellativo di "scoiattoli".
Per aiutare i suoi "scoiattoli", evitare ai viaggiatori ritardi dovuti a problemi di questo tipo, ma anche per risparmiare qualche preziosa nocciolina (il costo per la riparazione di una catenaria non è trascurabile) nel 2014 la SNCF, nell'ambito dell'iniziativa di open innovation, ha lanciato una sfida volta all'ideazione di un dispositivo tecnologico a supporto della manutenzione.
Intesens ha proposto di installare sensori connessi sui contrappesi dei cavi, per monitorare a distanza la loro tensione meccanica utilizzando una piattaforma Web in grado di aggregare i dati trasmessi attraverso la rete a bassa latenza di Sigfox. Cosa succede se viene rilevata un'anomalia? Viene inviato immediatamente un alert. In questo modo, invece di ispezionare le linee, i tecnici possono concentrarsi sulla manutenzione preventiva e sulle riparazioni. Conquistata dal concept, la SNCF ha deciso di implementare il dispositivo nella stazione di Tolosa Matabiau per il suo perfezionamento (cioè la diminuzione del numero di falsi allarmi), in collaborazione con Intesens. E ha iniziato una vera e propria partnership con la startup, che tra l'altro aveva sperimentato con successo altri dispositivi nel settore ferroviario, come i sensori per il rilevamento della temperatura dei binari (in caso di riscaldamento eccessivo, il metallo si dilata e i treni sono costretti a rallentare) o quelli per misurare la deformazione dei binari per valutare il peso dei convogli.
Per poter innovare "ad alta velocità" con il suo partner, a inizio 2016 la SNCF ha insediato uno dei suoi team all'interno della IoT Valley... un sito che ospita anche Sigfox, pioniere della rete a bassa latenza dedicata all’IoT.
"I progetti pilota eseguiti nella regione Midi-Pirenei sono stati decisivi, spiega Mathieu Sacrispeyre, CEO di Intesens. Hanno dimostrato l'affidabilità dei dispositivi, ma anche e soprattutto il ritorno degli investimenti che la SNCF può aspettarsi. "La nostra soluzione permette di ottimizzare le operazioni di manutenzione: i tecnici si spostano solo quando è necessario e la disponibilità delle attrezzature sorvegliate è migliorata notevolmente". L'implementazione dei sensori sui 100.000 contrappesi della rete francese potrebbe essere ammortizzata prevenendo lo sradicamento di solo una o due catenarie. Incredibile! "Nel 2017 moltiplicheremo il numero di dispositivi per coprire l'intera infrastruttura ferroviaria francese, operazione che comporta l'utilizzo di diverse decine, anzi di centinaia di sensori."



« L'implementazione dei sensori sui 100.000 contrappesi della rete francese potrebbe essere ammortizzata prevenendo lo sradicamento di solo una o due catenarie. »





Nell’IoT, la Francia è un passo avanti


La collaborazione e le constatazioni empiriche riguardo all'importanza dell’IoT nel settore industriale, Intesens le ha replicate nel settore dell'energia, lavorando con RTE e Enedis per la prevenzione della rottura dei cavi e il monitoraggio dei gruppi elettrogeni che garantiscono l'alimentazione durante la manutenzione della rete. "Siamo fortunati: in ambito IoT, in particolare dell'IoT utilizzato per la manutenzione industriale (che in futuro sarà essenziale nel parco degli oggetti connessi a livello mondiale), la Francia ha un vantaggio considerevole. Da un lato, parte delle tecnologie sono francesi, basti pensare alle reti Sigfox e LoRa. Dall'altro, aziende come SNCF o Enedis hanno elaborato molto presto dei piani per far entrare la loro attività nell'era digitale e hanno fatto importanti investimenti. Le società con cui collaboriamo sono in grado di comprendere che se le soluzioni sviluppate con noi si diffondono in Europa e nel mondo, potranno consolidarsi, essere migliorate continuamente e il loro costo diminuirà". Intesens, infatti, è già in contatto con altre società ferroviarie europee...

La startup, che prevede di superare il milione di fatturato a breve, e che in un anno ha raddoppiato l'organico raggiungendo le 20 persone, ha altri progetti nel cassetto. "Quando un investimento ha un ritorno, un'utilità dimostrata o se i sensori connessi permettono, ad esempio, di soddisfare un vincolo normativo, le possibilità di utilizzo diventano quasi illimitate. Nelle Smart City li utilizziamo anche per ascensori, scale mobili, pompe idrauliche... e, da poco, anche per le batterie di emergenza degli invertitori installati all'interno degli impianti critici". E per chi è ancora scettico relativamente all'investimento iniziale necessario per l'acquisizione e l'installazione dei sensori connessi, Intesens ha messo a punto un finanziamento ancora poco diffuso nel mondo IoT: il leasing. Non è raro che l'innovazione sia una storia di tecnologia.







Un'infrastruttura scalabile grazie al Public Cloud OVH


Per raccogliere, gestire e utilizzare – sotto forma di alert e grafici – i dati trasmessi dai sensori connessi installati sul campo, Intesens ha costruito un'infrastruttura scalabile utilizzando il Public Cloud OVH. "Storicamente, abbiamo un server dedicato su cui ospitiamo applicazioni progettate appositamente per alcuni clienti. Abbiamo poi sviluppato due ambienti, per la pre-produzione e la produzione, ospitati in due datacenter distanti. In ciascuno di questi ambienti ritroviamo un'architettura classica: Load Balancing, server front-end, server back-end e server di database (PostGreSQL). Per esigenze particolari di gestione o in caso di picchi di carico, aggiungiamo istanze on demand. Per migliorare e rendere sicura la comunicazione tra le diverse istanze, stiamo pensando di utilizzare a breve la rete privata vRack. Oggi, l'applicazione Web che abbiamo sviluppato concentra la maggior parte delle possibilità di utilizzo. Stiamo cercando di intensificare l'uso della nostra API che consente di interconnettere i dati ai sistemi IT dei nostri clienti. Grazie al Public Cloud OVH, siamo in grado di adattarci più facilmente a questi cambiamenti".



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