[#LegalTech] Predictice: utilizzando degli algoritmi, questa startup prevede il risultato di un'azione legale e ottimizza le strategie processuali degli avvocati

Fondata da due studenti di giurisprudenza tecnofili e da due ingegneri informatici, la startup francese Predictice si affida alle tecniche del Machine Learning - e naturalmente a sentenze precedenti - per prevedere le probabilità di successo di un procedimento giudiziario e ottimizzare la strategia processuale degli avvocati. Attualmente in fase beta, questo servizio sarà proposto agli studi legali e ai servizi giuridici delle aziende a partire da settembre 2016. Zoom sul progetto che OVH sostiene con il suo programma Digital Launch Pad.

Che cos'è la "giustizia predittiva"?

Per descrivere la propria attività, spesso le startup abusano di buzzword. In questo gioco ce la caveremmo abbastanza bene: a cavallo fra open data, big data e intelligenza artificiale — facendo ricorso a tecniche di deep learning — il nostro progetto ha praticamente stravinto. Il problema è che l'utilizzo eccessivo di questi concetti alla moda a volte relega in secondo piano i vantaggi che queste tecnologie apportano realmente agli utenti. Cerchiamo di essere concreti: Predictice è una piattaforma di supporto alla decisione, pensata per gli avvocati. Il nostro obiettivo è fornire la probabilità statistica di successo di una causa, ma non solo. Permettiamo agli avvocati di ottimizzare la loro strategia, aiutandoli a identificare e stabilire, in base alle caratteristiche specifiche del caso, la priorità degli elementi che possono influenzare positivamente la risoluzione di una controversia, come gli argomenti su cui vale la pena insistere. Inoltre, siamo in grado di stimare i risarcimenti ottenuti in contenziosi simili giudicati precedentemente e fornire una letteratura delle sentenze più favorevoli in base al tipo di problematica.

Qual è il settore di applicazione della vostra soluzione?

La nostra ambizione è coprire tutti i casi che gli avvocati possono trovarsi ad affrontare. In questo siamo diversi da progetti avviati in passato, in particolare, negli Stati Uniti. Ad esempio quello della società Lex Machina, specializzata nella (lucrativa) problematica dei brevetti industriali o le soluzioni predittive destinate ai magistrati come l’algoritmo "Compas" che utilizza dati diversi dalle sentenze giudiziarie per definire il rischio di recidiva per un detenuto.

Le nostre previsioni hanno maggiore valore quando si basano su una documentazione approfondita (tutte le sentenze relative a una determinata questione giuridica, NDR). Il nostro tool oggi è particolarmente affidabile nell'ambito del diritto amministrativo o in alcuni contenziosi di massa, come in caso di controversie a seguito di un licenziamento. In effetti esistono molti casi, con una varietà tale da rendere attinente la similitudine. In caso di licenziamento, ad esempio, se il procedimento è stato avviato dal dipendente è facile immaginare che il risultato sarà influenzato sensibilmente dall'anzianità dell'impiegato e dal suo stato di salute fisica o mentale. Le nostre previsioni tengono in considerazione anche queste caratteristiche.

Come ottenete le sentenze che costituiscono la vostra materia prima?

Nel quadro di una politica globale a favore dell’open data, da circa un anno le giurisdizioni vengono invitate a rendere pubbliche le sentenze definitive, nel rispetto della privacy delle persone coinvolte. Nella pratica, questi dati hanno iniziato a essere accessibili da un anno e sono diventati utilizzabili da sei mesi, ma questa situazione si evolverà in futuro: si tratta di aspettare il tempo necessario alle istituzioni giuridiche per rendere anonimi i documenti prima di pubblicarli. Il nostro database oggi include anche un milione di righe di documenti, diversi codici (articoli di legge) e testi giuridici (commenti relativi al codice e alle decisioni giudiziarie da parte degli universitari), che teniamo in considerazione per la nostra analisi.

Quali tecnologie utilizzate per estrarre da questi documenti le informazioni che vi permettono di effettuare le previsioni?

Il corpus di testi giuridici, che cresce costantemente, viene sottoposto a un trattamento informatico di tre tappe. Per semplificare, ogni fase permette di rispondere successivamente a queste tre domande: che cosa è successo? Che cosa succederà? Come ottimizzare la strategia processuale?
Il diritto utilizza un linguaggio che segue standard precisi: esistono pochi sinonimi e le formule utilizzate per pronunciare una sentenza sono simili ovunque. Di conseguenza, è possibile automatizzare l'indicizzazione e l'integrazione dei dati aggiungendo metadati. Questa è la prima fase. I metadati riferiscono le caratteristiche della controversia, ad esempio: qual è stato il risarcimento richiesto e quello effettivamente ottenuto? Si trattava di un ricorso o di una sentenza di primo grado? Questo ci permette di proporre ai nostri utenti un motore di ricerca in grado di fornire tutte le informazioni utili relative a una disputa (testo di legge, giurisprudenza, dottrina...).
Questa seconda fase fa entrare in gioco gli algoritmi. Due casi non sono mai identici, quindi l'obiettivo è identificare l'associazione tra un fattore o una combinazione di fattori (analisi multivariata) e la chiusura di un caso. Per farlo, utilizziamo l’algoritmo SyntaxNet, sviluppato da Google e open source dal 12 maggio 2016. Questo strumento di analisi sintattica aiuta le macchine a interpretare il linguaggio umano e consente, nel nostro caso, di individuare la correlazione tra le parole per estrarne il senso. Il testo viene quindi sottoposto ad algoritmi di classificazione/regressione (Vapnik's SVM) e a regole di associazione (Frequent Pattern Vertical) per creare modelli di previsione complessi. Applicando questi modelli alle caratteristiche della controversia, l’avvocato è in grado di valutare le probabilità di successo.
Il terzo e ultimo step consiste nel valutare e confrontare diverse strategie processuali in modo che l'avvocato possa costruire, in base alle variabili del caso, l’argomentazione che strategicamente ha maggiori probabilità di successo.

Esempio della dashboard di analisi delle sentenze in caso di brusca interruzione delle relazioni commerciali

In che modo gli avvocati stanno accogliendo il vostro progetto?

Il settore legale è relativamente conservatore. Gli avvocati hanno la cultura della carta: stampano, sottolineano, archiviano... Ma le cose stanno cambiando. Una prima ondata di legal startup minaccia direttamente il loro sostentamento. È la famosa minaccia dell'"uberizzazione", anche se la parola ha la tendenza di semplificare una realtà complessa, tenendo presente che la professione dell'avvocato è fortemente regolamentata oltre che altamente qualificata. Se gli avvocati hanno inizialmente guardato alle tecnologie come a un rischio, non esitando a intraprendere battaglie legali con alcune startup, oggi sono in molti a considerarle un'opportunità. I progetti come il nostro, che mirano a fornire strumenti ai professionisti del diritto e a massimizzare il loro valore aggiunto, costituiscono una seconda ondata di legal startup, piuttosto ben accolta.
Per quanto riguarda Predictice, abbiamo scelto di pianificare la nostra soluzione insieme a studi legali partner, seguendo due linee d'azione: l'organizzazione di workshop per comprendere i bisogni dei nostri utenti, e il miglioramento continuo basato sui feedback dei nostri beta-tester.
Tuttavia, siamo onesti, l'arrivo della giustizia predittiva non è senza conseguenze sulla pratica della professione di avvocato. Immaginiamo di poter sapere, prima di avviare un procedimento giudiziario, che le nostre probabilità di successo non superano il 2%. Piuttosto che passare anni in Tribunale, sicuramente prenderemmo in considerazione il patteggiamento. L’avvocato dovrà trovare il suo posto nel nuovo sistema di risoluzione delle controversie che si svilupperà nei prossimi anni.

Il lancio sul mercato della vostra soluzione è prevista per il mese di settembre. A quanti utenti puntate?

In Francia ci sono 60.000 avvocati: noi contiamo su un tasso di penetrazione dal 30 al 50%, che corrisponde a 15.000-30.000 utenti. A questo si aggiungono i servizi giuridici delle aziende e gli studi contabili con una sezione giuridica. Il nostro business model SaaS fatturato agli studi sotto forma di abbonamento senza impegno e senza considerare il numero di utenti della piattaforma, dovrebbe facilitarne l'adozione. Prevediamo a medio termine uno sviluppo su scala internazionale, in particolare nelle giurisdizioni di stampo francese e tradizione civilista, ma anche nei Paesi di diritto anglosassone che attribuiscono maggiore importanza alla giurispridenza.

Per quanto riguarda l'infrastruttura informatica, quali sono le principali sfide tecniche che dovete affrontare?

La prima riguarda la scalabilità dell’infrastruttura, che dovrà supportare una crescita che speriamo sia rapida e un carico elevato, in quanto l'utilizzo della nostra applicazione è abbastanza intensivo: quando un avvocato lavora a un caso, effettua ricerche anche per più di un'ora, inviando richieste che utilizzano molte risorse. Per iniziare, ci siamo basati su un server dedicato OVH, virtualizzato con l’hypervisor ESXi di VMware, per isolare all'interno delle macchine virtuali i nostri diversi servizi (front-end Web, database MySQL e ElasticSearch, backoffice, monitoring...). In futuro, grazie alla virtualizzazione e alla vRack, sarà abbastanza semplice ripartire le VM su più server dedicati interconnessi per aumentare la nostra capacità di gestione e costruire un'architettura n-tier più resistente.
Recentemente abbiamo aderito al Digital Launch Pad di OVH, programma di supporto delle startup, che ci ha permesso di usufruire di una consulenza più approfondita sull'infrastruttura e di accedere alle soluzioni GPU (architetture massivamente parallele) ideali per operazioni di tipo Deep Learning. Questo per ottimizzare la velocità di apprendimento dei nostri algoritmi (attualmente più di cinque ore con un numero di dati limitato), implementando un'architettura CUDA (Computer Unified Device Architecture) grazie a un processore grafico per effettuare i calcoli al posto della CPU.

La giustizia predittiva apre la strada alla giustizia automatizzata che nega il caso specifico e tenta di uniformare le sentenze giudiziarie per farle tendere a un ipotetico standard... cosa ne pensate? (Naturalmente, è possibile richiedere la presenza di un avvocato prima di rispondere!)

L’obiettivo di Predictice è attenuare l'incertezza, l'aura grigia che circonda le sentenze giudiziarie, fornendo strumenti per aumentare la loro prevedibilità. Consultare la giurisprudenza e ricercare similitudini con casi dello stesso tipo ha sempre costituito una parte importante del lavoro degli avvocati – e anche dei giudici, che devono verificare se la decisione che stanno per prendere è in contrasto con le sentenze precedenti e, in questo caso, se la differenza di trattamento è giustificata.
La rivoluzione consiste nel poter accedere a una grande quantità di questi dati e disporre di macchine che hanno una capacità di calcolo senza paragoni rispetto alla mente umana. In questo modo diamo agli avvocati e ai loro clienti, gli imputati, la possibilità di accedere a una giustizia migliore. Tentare di anticipare le sentenze è sempre stata una necessità, ne è una prova l'esistenza di sistemi tariffari come la tabelle delle indennità in caso di licenziamento. Questo tipo di sistema, i cui intervalli non sono mai abbastanza dettagliati per comprenderne la reale varietà, porta nonostante tutto a una standardizzazione che attenua i singoli casi e prevale sull'esperienza dei giudici. Al contrario un calcolo statistico, tramite la valutazione dei diversi criteri e l'analisi dei casi precedenti, permette di considerare il particolarismo. La giustizia predittiva riesce quindi a rispondere all'esigenza dell'anticipazione dei costi, della trasparenza del sistema e della considerazione delle specificità.
Tuttavia, è giusto sottolineare il pericolo relativo a questa rivoluzione tecnologica: la tentazione di passare dalla giustizia predittiva alla condanna automatica. Questo totalitarismo, che nega l'individuo e le specificità dei singoli casi, è stata documentata sufficientemente dalla science-fiction (— (ri)leggete The minority report di P. K . Dick — per metterci in guardia sugli eccessi a cui questo sistema ci porterebbe inevitabilmente. L’individualizzazione della decisione presa deve restare un principio essenziale del diritto.

Avrete tra le mani dati che costituiranno la prova dell'evoluzione della giurisprudenza nel tempo, in base anche a contesti politici e mediatici. In che modo prevedete di utilizzare questi dati?

Predictice vuole realizzare rapidamente un Osservatorio dei contenziosi, con l'obiettivo di chiarire a imputati e professionisti le principali tendenze in ambito giuridico. Tuttavia, oggi il nostro scopo principale resta l'offerta di una soluzione utile e affidabile destinata agli avvocati. Migliorare il funzionamento della giustizia ci sembra un obiettivo fondamentale per raggiungere il quale contribuiremo al massimo, mettendo a disposizione le analisi effettuate grazie al nostro strumento.

Concludendo...

Siamo convinti che l'informatica possa supportare qualsiasi settore della nostra vita, anche se ricco di casistiche e specifiche differenti come quello della giurisprudenza. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare quanto l'elemento umano sia al tempo stesso positivo e negativo: variabili imprevedibili sono sempre presenti nella varietà in cui ogni giorno agiamo, così come nella nostra mente. OVH vuole essere sempre pronta nel supporto delle innovazioni che rendano migliore la nostra condizione, pur prefiggendosi come primo obiettivo la salvaguardia dell'importanza del contributo umano. (ndr)