#IoT Connit: "Nell’Internet of Things, il Machine to Machine è la parte sommersa dell’iceberg"

Cos'hanno in comune un cartellone pubblicitario, un contatore dell'acqua, un compattatore per cartoni e una colonnina di ricarica per veicoli elettrici? Apparentemente nulla, se si esclude il fatto che sempre più spesso questi dispositivi sono connessi. "Utilizzando i sensori possono trasmettere informazioni sul proprio stato, facilitando il recupero di dati preziosi e il mantenimento dell'operatività anche a distanza", spiega Pierric Cistac, sviluppatore presso Connit. Utilizzati in tutto il mondo, questi dispositivi costituiscono un parco di oggetti connessi "con un'utilità di gran lunga superiore agli orologi, braccialetti, spazzolini o bilance connessi che nell’immaginario collettivo rappresentano l’Internet of Things".

"La maggior parte delle possibilità di utilizzo devono essere ancora inventate"

Tantissimi dispositivi sono diventati "smart": la colonnina di ricarica dei veicoli elettrici è in grado di comunicare il suo stato e segnalare una presa non funzionante, il contatore dell'acqua può trasmettere il suo conteggio che, sommato ai consumi globali di una stessa zona, consente di individuare eventuali perdite sulla rete di distribuzione, il compattatore per cartoni può comunicare il suo livello di riempimento per il passaggio dell'autocisterna. "Gli esempi sono tanti, e la maggior parte sono ancora da immaginare. Senza considerare i nuovi servizi possibili grazie all'analisi statistica a posteriori di tutti i dati raccolti. Dai dati agli algoritmi, dagli algoritmi ai "Big Data", dai "Big Data" al "Machine Learning": il cammino verso una nuova rivoluzione è già iniziato".

Installata vicino a Tolosa, nel cuore dell’IoT Valley, la startup Connit è specializzata nell’IoT industriale, o "Machine to Machine" (M2M), che consiste nel monitoraggio a distanza di dispositivi tramite applicazioni intelligenti. Concentrato storicamente sullo smart metering (contatori intelligenti), Connit oggi gestisce progetti molto diversi per conto di colossi industriali: Odeolis/DBT per le colonnine di ricarica per veicoli elettrici di Nissan, Engie per i contatori elettrici, Sogedo per quelli dell'acqua, Tecsol per i pannelli solari... In totale, sono più di 50.000 gli oggetti connessi in tutto il mondo di cui Connit raccoglie, archivia e gestisce i dati (circa 25 milioni ogni mese).

"Nell’IoT, bisogna essere bravi in tutti i settori: elettronica, design, sviluppo, infrastruttura, organizzazione dei sistemi..."

Questi progetti richiedono competenze specifiche da un'estremità all'altra della catena: dai sensori e dall’elettronica automobilistica (l'hardware) alla piattaforma che riceve i dati (il software) e i servizi associati, passando per la rete di comunicazione a bassa latenza dedicata all’IoT (Sigfox, LoRa) e per quella mobile (GPRS).

"È una sfida, perchè bisogna essere bravi in tutti i settori, compreso il design degli oggetti e delle interfacce." Ecco perchè Connit ha inizialmente scelto il Dedicated Cloud per la sua piattaforma di raccolta e gestione dei dati: "Grazie a questa soluzione non dobbiamo occuparci della gestione hardware dei server: la loro amministrazione e manutenzione viene effettuata da OVH. Un'attività impegnativa, e sicuramente non è in questo settore che possiamo vantare il nostro principale valore aggiunto. Il Dedicated Cloud assicura inoltre high availability (indispensabile perché tutti i dati vengano gestiti), un'elevata resistenza al carico (tramite reti a bassa latenza, i dati arrivano in pacchetti, causando un carico irregolare) e una forte scalabilità", spiega Pierric.

Verso il DBaaS TimeSeries di OVH

Accompagnata da OVH nell'ambito del programma Digital Launch Pad, la startup ha intenzione di utilizzare DBaaS TimeSeries, per affidare a OVH una parte ancora più consistente della gestione della sua piattaforma e concentrarsi sul proprio core business. "Con DBaaS TimeSeries, OVH gestirebbe totalmente, senza il minimo intervento da parte nostra, i picchi di carico, lo storage e la replica dei dati, la scalabilità della piattaforma, l’alerting tramite connettori... insomma, non ci resterebbe che ospitare i server Web della nostra piattaforma Live M2M, i server delle API. Sarebbe estremamente comodo ed economicamente davvero interessante grazie alla fatturazione a consumo." Il tempo risparmiato potrebbe essere dedicato a estrarre risultati sempre più smart dai dati raccolti. "Ad esempio: abbiamo sviluppato una soluzione destinata a monitorare la temperatura dei refrigeratori, utilizzata soprattutto dai supermercati per garantire il rispetto della catena del freddo. Sfruttiamo i dati per effettuare il monitoraggio e inviare alert in caso di necessità. Ma potremmo anche, a partire da questi stessi dati, fornire informazioni utili sulle prestazioni del materiale fornito dai frigoristi, sulla qualità della manutenzione o sull'affluenza nei negozi perchè, in caso di afflusso maggiore, i refrigeratori vengono aperti più spesso e la temperatura sale...".

Scopri l'infrastruttura implementata da Connit presso OVH.

In occasione dell’OVH World Tour di Tolosa del 19 maggio 2016, Pierric Cistac, sviluppatore di Connit, ha presentato l'infrastruttura utilizzata, basata sul Dedicated Cloud, e i progetti futuri.