IL PARERE DELL'ESPERTO: il SEO all'epoca degli oggetti connessi.

Il mobile è sulla bocca di tutti, nei dibattiti e tra le raccomandazioni. Ma questo trend, verrà a breve soppiantato da una nuova, più grande rivoluzione? Il SEO Camp’us Paris 2015, i pareri dei partecipanti e le riflessioni sul futuro del SEO.

Rémi Bacha, SEO manager OVH, durante il suo intervento al SEO Camp'us "SEO lato server"

Mobile: dichiarato lo stato di urgenza

Se ne parla dal 21 aprile (1) come di qualcosa dall'effetto annunciato. Gli esperti SEO concordi almeno su un punto: "Essere mobile friendly è una priorità del 2015". Queste le parole di Philippe Yonnet, fondatore dell’associazione SEO Camp, confermate dal celebre consulente SEO, Laurent Bourelly, durante la tavola rotonda che ha preceduto il keynote di apertura: "Avere un sito compatibile con le piattaforme mobili è la prima raccomandazione". Una vera e propria tendenza: si parla ormai da anni dell'importanza di avere un sito mobile friendly per migliorare la user experience, è solo da qualche mese però che è stato ufficialmente confermato il suo impatto sul posizionamento dei risultati di Google.

Oltre all'ottimizzazione dei siti per device mobile, non dimentichiamo gli oggetti connessi, come ad esempio i braccialetti elettronici o i droni, che utilizzano i protocolli mobile. Internet of Things è il vero fondamento attuale. Il mobile è molto più di un trend per Sylvain Peyronnet, responsabile di un laboratorio privato di R&D in Algoritmica, è "un'impellenza per il futuro del Search". La ricerca per parole chiavi è quindi destinata a scomparire con l'arrivo degli oggetti connessi? Sul lungo termine è plausibile, ma attualmente l'attenzione è più verso l'adozione di nuovi device e di nuovi utilizzi come la ricerca conversazionale o l'assistente personale intelligente, di cui Google Now è un esempio lampante.

Hasni Khabeb presidente del SEO Camp, Rémi Bacha e Priscillien Meideck membro del SEO Camp – Copyright DR

Da diversi anni adattiamo i nostri contenuti alla ricerca per parole chiave. Oggi le cose sono decisamente cambiate, con la ricerca semantica e la volontà dimostrata dai motori di ricerca di fornire già risposte (Knowledge Graph, Direct Answer Boxes, ricerca conversazionale, ecc.), soprattutto da quando Google considera "l'intenzione" dell'utente. "Si può ancora parlare di SEO con gli oggetti connessi?", è la domanda di Philippe Yonnet. D'ora in poi dovremo chiederci come porre domande ai motori di risposta, agli assistenti personali e, più in generale, agli oggetti connessi.

Da SEO a COO?

Connected Object Optimization, definiremo così l'evoluzione del SEO d'ora in avanti? Grazie agli smartphone, l'accesso alle informazioni è a portata di mano e lo sarà sempre di più con gli oggetti connessi. Ma come adattarsi al meglio a questi nuovi usi della ricerca? Ecco alcune riflessioni, derivate da quanto sentito durante il SEO Camp’us Paris e dal confronto con gli esperti del Search.

1. L’importanza dei microdati per la ricerca vocale

Spinti dalla volontà di fornire risposte sempre più pertinenti e personalizzate, i motori di ricerca devono "capirci" meglio. Da alcuni anni, Google, Yahoo, Bing e Yandex si sono accordati su un tipo di marcatura semantica che permette loro di ottenere maggiori informazioni su uno stesso contenuto: lo Schema.org.

Sappiamo oggi che i microdati di Schema.org contribuiscono a migliorare la visibilità dei risultati dei motori ricerca (i Rich Snippets) permettendo allo stesso tempo di inserire le nostre pagine in Knowledge Graph. Oltre alla visibilità nei risultati tradizionali, i microdati sembrano essere oggi la panacea della ricerca conversazionale. Col passare degli anni la portata delle nostre ricerche è cresciuta, passando da parole chiave a vere e proprie frasi, soprattutto per quanto riguarda la ricerca vocale sui device mobili. Con l'aggiornamento di Humming Bird, Google capisce decisamente meglio le richieste in linguaggio naturale. Per dare la risposta più pertinente alla domanda "qual è la pizzeria più vicina?", Google ha bisogno di percorrere le pagine cercando dei segnali ed è lì che entra in gioco Schema.org che consente, ad esempio, la marcatura geografica: latitudine, longitudine, indirizzo, note dei clienti, numero di telefono, ecc.

In occasione del suo intervento al SEO Camp’us, Erlé Alberton ha fatto una considerazione che andava oltre il SEO: "Far riconoscere i propri dati a Knowledge Graph o all'assistente personale di Google rappresenta un vero e proprio vantaggio per la fidelizzazione. Immaginate, ad esempio, cosa può significare avere una Scheda su Google Now per le relazioni con i clienti".

"Per dare la risposta più pertinente, Google ha bisogno di percorrere le pagine cercando dei segnali ed è lì che entra in gioco "

2. La velocità, ancora più importante sul mobile?

I siti con un ergonomia e un design adattato al mobile, sono oggi premiati nei risultati di ricerca. La velocità deve essere ugualmente considerata come un elemento essenziale in una situazione di mobilità. Pensa all'ultima volta che sei finito su una pagina lenta, quanto tempo hai aspettato prima di chiuderla? Il tempo di caricamento è la primissima impressione che abbiamo di una pagina Web. Guadagnare un secondo può rivelarsi un elemento decisivo per il tasso di conversione e l'indicizzazione delle pagine nei motori di ricerca.

In situazione di mobilità (oggi con uno smartphone, domani con un oggetto connesso completamente diverso dotato di un navigatore), sono numerosi i fattori che intervengono sui tempi di caricamento delle pagine visitate dall'utente. La connessione Internet ad esempio, ed è per questo che dobbiamo fare il possibile per ottimizzare gli elementi su cui possiamo agire: ridurre la distanza tra gli utente e i contenuti con una CDN, attivare la cache del browser nel .htaccess, utilizzare la compressione o passere all'HTTP/2.

3. Altre vie?

"Bisognerà anche comprendere la ricerca geolocalizzata e il SEO locale": questo il parere di Matthieu Tournade, noto per i suoi podcast SEO, che vede negli oggetti condivisi nuove opportunità per focalizzare le campagne di digital marketing.

Internet of Things porta con sé anche una serie di problematiche che non siamo ancora in grado di gestire, non solo adattarsi ai cambiamenti degli algoritmi.

[1](1)Google ha annunciato che il 21 aprile 2015 cambierà sensibilmente il proprio algoritmo. Si tratta di un aggiornamento che mira a favorire i siti compatibili e le app nei risultati di ricerca.

Altre info

Il SEO Camp'us è il principale evento francese sul SEO e si è tenuto a l'Usine di Parigi, il 19 e 20 marzo 2015. Rémi Bacha è intervenuto con uno speech intitolato "SEO lato server, da dove cominciare?". L'autore ringrazia Sylvain Peronnet, Philippe Yonet, Erlé Alberton, Matthieu Tournade, Matthieu Chartier, Nicolas Gallet, Priscillien Meideck e David Looses per le loro interessanti riflessioni.

Partecipa alle prossime conferenze di Rémi Bacha in occasione dell'OVH World Tour e interagisci su Twitter @OVH_it e @Remibacha.