Modifiche IVA sui servizi informatici in UE

La direttiva europea 2008/8/CE* prevede nuove regole IVA applicabili ai servizi Internet nel quadro del commercio B2C, dal primo gennaio 2015. Per permette l'applicazione della nuova regolamentazione, l'Unione Europea ha previsto un portale unico, chiamato anche "MOSS" (Mini One Stop Shop).

Cosa cambia per gli utenti privati
La nuova regolamentazione si basa sul principio dell'imposizione IVA ai privati con le disposizioni del proprio Paese di residenza e non più in base alla sede del fornitore del servizio. In questo modo, ogni privato residente in UE, viene sottoposto al regime fiscale del suo Paese di residenza. Un privato residente in Italia che compra un servizio da OVH Francia (OVH SaS), sarà sottoposto al regime di IVA italiano e non a quello francese, ad esempio.
I tassi di IVA europei, che vanno dal 15% del Lussemburgo al 27% dell'Ungheria, determineranno quindi una variazione dei prezzi IVA inclusa (cfr la lista dei tassi di IVA nei Paesi UE**).
I servizi per cui la regolamentazione viene modificata sono i servizi di telecomunicazione, di radiodiffusione e televisione e i servizi Internet o ancora le applicazioni, i brani musicali, i videogiochi che vengono scaricati, ad esempio.
In questo quadro, tutti i prodotti e servizi del gruppo OVH (compresi i servizi di marchio hubiC, Kimsufi, So you Start e RunAbove) sono sottoposti alla nuova regolamentazione.

Dichiarazione di IVA attraverso il MOSS

I privati non devono effettuare nessuna azione particolare se non mantenere aggiornati i propri dati di fatturazione.
L'IVA viene versata dal provider al MOSS del relativo Paese. In questo modo, non è necessario identificarsi presso ogni MOSS per dichiarare e pagare l'IVA dovuta.
Allo stesso modo, le imprese con sede in Paesi extra UE che forniscono servizi elettronici a consumatori residenti in UE, possono registrarsi presso gli uffici di un solo Stato membro, anche se hanno clienti in numerosi Paesi.

Che scopo ha la nuova direttiva?
Le nuove disposizioni sono volte a correggere le controversie di concorrenza all'interno della stessa Unione Europea. Si collocano, in senso più ampio, nel contesto internazionale, conferendo lo stesso status a tutti i fornitori di servizi Internet.
"In questo momento, ci sono grosse disparità all'interno dell'UE. La nuova direttiva permette di evitare fughe verso Paesi con tassi di IVA inferiori, restituendo il potere alle autorità statali. Permetterà di tassare anche i concorrenti americani che si rivolgono a clienti europei, che in precedenza non erano soggetti a IVA. Tutti giocheranno con le stesse regole relativamente a uno stesso cliente - spiega Alban Schmutz, VP Business Development di OVH - Inoltre, questa evoluzione corrisponde a una tendenza di fondo. Il regime fiscale internazionale si basa sul concetto di stabilità fiscale. In precedenza, i beni venivano tassati in base al luogo da cui venivano forniti. La logica vacilla nel momento in cui subentrano beni non materiali. La decisione dell'UE è un primo passo verso l'uniformazione delle leggi che regolano i servizi informatici nel mondo.



* http://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/vat/how_vat_works/telecom/index_en.htm#new_rules
** Les taux de TVA dans les pays de l'UE

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