NetAddiction: il Cloud per seguire flussi di milioni di utenti

OVH e NetAddiction

OVH and NetAddiction

Executive Summary

NetAddiction gestisce una piattaforma innovativa per l'erogazione di contenuti Web, multimediali e di e-commerce a oltre 22 milioni di utenti. Questa Web company tutta italiana cercava una particolare elasticità nella gestione delle risorse elaborative e di storage destinate ai propri canali, esposti a grandi fluttuazioni nella domanda di contenuti. Ha adottato un’infrastruttura Cloud virtualizzata con VMware e in hosting presso OVH. Oggi può riconfigurare dinamicamente l'erogazione dei servizi, con tempi di provisioning di pochi minuti e prestazioni nettamente migliorate, grazie a un’infrastruttura scalabile per la crescita.

Multiplayer.it, HDMotori.it, Bigodino.it, iFood.it, legaNerd.com, Movieplayer.it, Dissapore.com, HdBlog.it: NetAddiction è una media company italiana, nativa digitale, che da 19 anni produce contenuti per il Web. Con Casa Surace, NetAddiction opera anche nel settore della produzione di video creativi e virali. Ma non basta, questa azienda fondata a Terni nel 1999 con il primo sito specializzato sui videogiochi in Italia, (Multiplayer.it), opera nel settore del commercio elettronico con multiplayer.com, il grande negozio virtuale dedicato all’intrattenimento elettronico, ed è anche editore cartaceo con l’etichetta Multiplayer Edizioni, iFood e Dissapore. È inoltre distributore esclusivo in Italia di prodotti per l’intrattenimento, nonché agenzia creativa e concessionaria pubblicitaria. Insomma, in una città come Terni, nota per le acciaierie e l’industria chimica, si è affermata una delle realtà indipendenti più vivaci e dinamiche del Web.

La Sfida

Un insieme diversificato di attività, parecchi siti e blog in continuo aggiornamento, un pubblico in costante crescita: oltre a consumare 8000 caffè all’anno tra dipendenti e collaboratori, NetAddiction raggiunge mediamente ogni mese un’audience di circa 22 milioni di utenti unici attraverso i siti Web, con oltre 62 milioni di pagine viste e 9 milioni di utenti attraverso le community Facebook. È una bella sfida per chi deve gestire i sistemi informatici che consentono di erogare al pubblico una massa di contenuti così ampia e diversificata. Ne sa qualcosa Daniele Minciaroni, che nel 2000 è entrato a far parte di questa realtà italiana emergente, prima come sistemista e da alcuni anni come responsabile dei sistemi informativi. Quando leggi una ricetta su Ifood.it, scopri l’ultimo test su strada sfogliando HDmotori.it, oppure guardi un video di Casa Surace, sono al lavoro i sistemi di NetAddiction, coordinati da un micro team sistemistico di due persone.

“La parte più sfidante sono i picchi che si registrano negli accessi a determinati siti o servizi”, spiega Minciaroni. “Da diversi anni, per esempio, Multiplayer.it è Internet media partner per l’Italia delle principali fiere internazionali dedicate al mondo del digital entertainment, da Los Angeles a Colonia e Tokyo. In occasione di quelle manifestazioni gli accessi al sito possono anche triplicare, e noi dobbiamo essere pronti”.

Essere pronti significa avere la connettività e i server, ordinarli, avviare il leasing, approvvigionarli, configurarli, farli funzionare con le necessarie applicazioni: possono volerci settimane. E poi? Passato il picco e ritornati a una situazione normale non resta che spegnere le macchine che non servono più. È il mondo dei media digitali, bellezza. O forse lo era fino a qualche anno fa. E in effetti nei primi anni gloriosi si trattava di acquisire e gestire server fisici, con tutte le lentezze del caso.

La Soluzione

Nel tempo NetAddiction ha trovato diverse soluzioni sistemistiche per avere sempre a disposizione le necessarie risorse elaborative, in housing, in hosting, in co-location. La svolta si è verificata con la virtualizzazione e con il ricorso ai servizi Cloud di OVH per la componente di hosting, in modalità IaaS. “Nel 2015 abbiamo dismesso i dati in co-location e abbiamo migrato tutti i server e servizi su piattaforma vSphere”, ricorda Minciaroni. Altre piattaforme di virtualizzazione sono state prese in considerazione da NetAddiction, ma presentavano una gestione più macchinosa. “Con vSphere abbiamo scelto il prodotto migliore, più efficiente, più testato e su cui c'è più letteratura: il leader di mercato”.

Per quanto riguarda invece l’offerta Cloud, NetAddiction ha trovato in OVH un Partner in grado di salvaguardare la complessità applicativa e architetturale di una realtà composita nata agli inizi degli anni 2000. “Dopo aver provato la virtualizzazione di VMware e il Cloud di OVH abbiamo capito che per noi è impossibile tornare indietro”. Il perché è presto detto.

I Risultati

L'architettura dei servizi virtualizzati di NetAddiction è molto simile a quella dei corrispondenti server fisici, con la differenza che è possibile scegliere per ogni server le risorse da allocare. Quando un sito passa da poche centinaia di migliaia di utenti a diversi milioni in pochi giorni, basta allocare più risorse o aumentare il numero delle macchine virtuali. Ci vogliono pochi minuti, per questo tornare indietro è impossibile. Se la domanda diminuisce, basta regolare i sistemi opportunamente, senza alcuno spreco di risorse. I vantaggi non si esauriscono nella facilità e rapidità di provisioning, ma si estendono alla semplicità di gestione, dato che un team di sole due persone gestisce le risorse elaborative e di storage che abilitano tutta la complessità dei servizi erogati da NetAddiction a milioni di utenti.

Oggi NetAddiction ha completato una nuova migrazione, sostituendo i precedenti server con nuove macchine basate su processori Intel, più moderni e performanti. Si è trattato di trasferire sistemi, servizi e applicazioni di circa 180 macchine: un lavoro imponente completato in poche settimane dal team di NetAddiction in collaborazione con OVH. La migrazione è stata l’occasione per predisporre i sistemi all’aggiornamento di release della piattaforma di virtualizzazione VMware vSphere, che passerà dalla versione 6.0 alla 6.5.

“Dei tre attori tecnici che hanno partecipato alla migrazione, ovvero l'hardware, la piattaforma di virtualizzazione e il sistema di backup e restore, VMware è la componente che si è comportata meglio, non ha mai dato problemi e ha sempre funzionato perfettamente”, commenta Minciaroni.

NetAddiction sta inoltre testando dei sistemi di orchestration VMware per effettuare il provisioning dei server da script. “In futuro vorremmo approfondire l’uso dei tool di orchestration in modo da poter rendere i nostri sviluppatori autonomi nella creazione di macchine virtuali in relazione alle attività di testing e deployment delle applicazioni”, riferisce Minciaroni.

La migrazione dell’hardware è un ulteriore tassello nel percorso di sviluppo di questa giovane azienda, in quanto consente di aumentare le prestazioni dei sistemi a amplia il bacino delle macchine virtuali da cui è possibile attingere in caso si presenti la necessità di dover far fronte a eventuali picchi di traffico. È un’operazione con cui NetAddiction ha posto le basi per la propria crescita futura, nel segno di un Software-Defined Data Center.

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